Torre Bellesguard
La Torre Bellesguard è una delle creazioni più singolari di Antoni Gaudí a Barcellona. Sorge ai piedi della serra di Collserola, in un luogo strettamente legato alla storia medievale catalana, sulle rovine dell’antico castello del re Martino I l’Umano, ultimo sovrano della Casa di Barcellona. Fu proprio lui a chiamare la zona «Bellesguard» per le splendide vedute panoramiche su Barcellona.
Questo passato ha svolto un ruolo essenziale nel progetto di Gaudí, che reinterpretò l’architettura gotica trasformandola attraverso le soluzioni costruttive e ornamentali del suo inconfondibile stile.
Storia della Torre Bellesguard
La Torre Bellesguard, nota anche come Casa Figueras, è una residenza unifamiliare costruita tra il 1900 e il 1909 sui terreni in cui sorgeva la dimora di Martino I l’Umano.
Nel 1408, Bellesguard divenne sede reale e papale, e negli ultimi anni della sua vita il sovrano vi stabilì la propria residenza. Di quell’antico palazzo reale si conservavano solo alcune rovine, che furono integrate nel nuovo progetto architettonico. La storia di Bellesguard è strettamente legata a quella della Catalogna e fu una fonte costante di ispirazione per il progetto.
Quando Gaudí progettò la residenza, prese le mosse proprio da questo passato. In questo modo, l’architettura della Torre Bellesguard instaura un dialogo tra le origini del luogo e il Modernismo catalano dell’inizio del XX secolo.
Attualmente, la Torre Bellesguard è tutelata come Monumento Storico-Artistico (categoria BCIN) dal 1969.
L’architettura della Torre Bellesguard: tra gotico e Modernismo catalano
L’architettura della Torre Bellesguard si colloca tra la tradizione gotica e il Modernismo catalano. Il suo aspetto evoca un castello grazie ai merli, al camminamento di ronda e alle finestre d’ispirazione gotica.
Questa reinterpretazione dell’architettura medievale non è una semplice replica del passato, bensì una lettura personale attraverso cui Gaudí trasforma la memoria storica in un’architettura pienamente moderna.
La Torre Bellesguard presenta una pianta quadrata e un volume cubico distribuito su cinque livelli. Pur essendo realizzata principalmente in mattoni, l’esterno è rivestito con pietra d’ardesia locale. Questa scelta riflette la volontà di integrare l’edificio con la geologia e la topografia dell’ambiente circostante, una costante nell’architettura di Gaudí.
La torre e il simbolismo della facciata
Tra gli elementi più caratteristici spicca la slanciata torre sormontata da una guglia rivestita in trencadís e da una croce a quattro bracci che include una raffigurazione della senyera.
Notevole è anche il camminamento di ronda che percorre le quattro facciate, una soluzione architettonica che sarà poi ripresa e sviluppata in altre opere dell’architetto, come La Pedrera.
La Stella di Venere
Al centro della facciata principale si trova il rosone noto come «Stella di Venere», uno straordinario esempio di vetrata tridimensionale. La sua ricchezza simbolica riflette l’intento di legare la dimora alla storia del luogo, creando un dialogo tra la costruzione contemporanea e i resti medievali conservati nei giardini.
Tra le diverse interpretazioni attribuite a questo elemento, lo si è accostato a Venere e alla figura della Vergine Maria, oltre che al matrimonio di Martino I l’Umano con Margherita di Prades, celebrato a Bellesguard nel 1409.
La soffitta e l’innovazione costruttiva
La soffitta rappresenta uno degli ambienti più singolari della Torre Bellesguard. La sua struttura di archi e tramezzi in mattoni consente di alleggerire il carico della copertura e di creare uno spazio di grande impatto architettonico. Una soluzione che esprime la capacità di fondere funzionalità, innovazione tecnica ed espressività formale nella medesima opera.
L’eredità della Torre Bellesguard
La Torre Bellesguard occupa un ruolo del tutto peculiare nell’opera di Antoni Gaudí. Il profondo legame con la storia della Catalogna, la reinterpretazione dell’architettura gotica e le innovazioni costruttive che racchiude la rendono una delle creazioni più intime e simboliche della sua carriera.